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noiembrie 23, 2007

Gang italo-romena specialista in bancomat !

Filed under: No man's land. — danielomae @ 8:56 pm

Giovedì 15 Novembre 2007
Il Giornale di Verona

CLONAZIONE INTERNAZIONALE. Si spara a zero sugli arrivi di clandestini dall’Est Europa, ma c’è chi fa affari insieme
Gang italo-romena specialista in bancomat
Diciannove persone sono finite in manette con l’accusa di associazione per delinquere e ricettazione
  Sgominata la gang dei clonatori.
In 19 persone sono finiti in manette mentre 34 sono stati denunciati a piede libero. Nel giro di qualche mese, tutti e 53 si ritroveranno davanti ad un giudice per rispondere di associazione delinquere finalizzata alla clonazione di bancomat e carte di credito oltre che di concorso in ricettazione. Gli arresti della polizia sono stati effettuati tra il nord e il centro Italia e interessano italiani e romeni. Nei prossimi giorni, si svolgeranno gli interrogatori di garanzia davanti al gip Rita Caccamo che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare su richiesta del pm Aldo Celentano.
L’operazione «Tigaie» (in romeno pentola così come venivano chiamato nelle intercettazioni telefoniche le «spie» inserite nel bancomat) è partita nell’ottobre 2005 quando in Questura a Verona sono iniziate ad arrivare numerosissime denunce di cittadini. Tutti avevano subito la «copiatura» del bancomat o della carta di credito. I primi accertamenti portavano gli inquirenti della Mobile a scoprire prima di tutto esercizi e centri commerciali, vittime dell’operazione di clonaggio. E subito dopo è emersa anche la tecnica per impossessarsi del numero di tessera e codice segreto, indispensabili per svolgere poi i prelievi illeciti. In pratica, la clonazione viaggiava lungo i fili di internet. Il romeno Ion Eduard Stroescu, 34 anni, residente a Castiglione delle Stiviere nel Mantovano, realizzava le «spie» informatiche, assemblando pezzi acquistati sui siti americani di Miami e San Diego e su uno di Bucarest. Poi consegnava questi microchip da inserire nei Pos agli altri indagati. «Il romeno», ha spiegato ieri il dirigente della squadra mobile, Marco Odorisio, «optava per due soluzioni: o si faceva pagare il marchingegno diecimila euro o si faceva dare una percentuale sui soldi prelevati illecitamente». Gli agenti ne hanno sequestrati ben 67 e si può ben immaginare, quindi, il giro d’affari solo per queste spie.
Stroescu è un vero specialista della clonazione anche perché «era dipendente di una società d’informatica che svolgeva la manutenzione proprio degli sportelli esterni alle banche» hanno spiegato gli inquirenti. I vari componenti della gang italo romena poi si adoperavano per inserire i microchip, acquisiti dal romeno, in centri commerciali di nove diverse regioni. Entravano in tarda serata nei grossi centri commerciali dove ci rimanevano una volta chiuso l’esercizio. Si nascondevano sugli scaffali e attendevano di restare soli per inserire le memorie «eprom», preparate da Stroescu e da altri esperti, liberi professionisti e tecnici alla dipendenza delle società, tutti conoscitori del funzionamento del bancomat. Si tratta di strumenti informatici che catturano e memorizzano le transazioni fatte dai clienti con le carte bancomat e carte di credito.
Per non destare troppi sospetti, i malviventi effettuavano anche un furto per sviare le indagini. Dopo una settimana, rientravano negli stessi esercizi, si riprendevano queste micidiali «spie» informatiche e le riportavano agli esperti della gang. Il gioco così era praticamente fatto: tutti i dati raccolti venivano riversati in tessere magnetiche in bianco, pronte all’utilizzo. Secondo gli agenti, sono stati prelevati illecitamente due milioni e mezzo di euro che poi sono stati inviati in Romania. In quel paese, i componenti della gang hanno investito i soldi per acquistare fondi, auto di grossa cilindrata e appartamenti.
Gli inquirenti, in questi due anni, sono riusciti a bloccare la clonazione in 67 terminali Pos, già installati dalla gang in supermercati e centri commerciali. Sono stati così «salvati» 5000 ignari clienti in tutta Italia che avevano subito la truffa informatica. Con l’operazione «Tigali», «le denunce per clonazione dei bancomat a Verona si sono praticamente azzerate», hanno spiegato ieri dalla Questura. È solo questo è già un grosso risultato.GP.CH.

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